Magazzino del negozio 'Vecchia Reggio'

Impressioni a letture appena iniziate o in via di termine

La noia, Alberto Moravia
A metà del capitolo secondo, la lettura procede a rilento per il medesimo sentimento del titolo.

Il signore degli anelli, JRR Tolkien
Quasi al termine di questa terza lettura, sono tornato a casa dai porti grigi l’altro ieri, e ho iniziato l’assalto sistematico alle appendici. Sembra quasi di leggere un libro diverso ogni volta, dove quelli che parevano dettagli diventano predominanti, e dove certe scene acquistano una realtà che prima non sentivamo. L’arrivo di Sam e Frodo al Monte Fato era davanti ai miei occhi, a livello visivo ed emotivo, più della distruzione stessa dell’Anello, talmente veloce da sembrare un incidente di percorso nello svolgersi della storia.
Sarà che crescendo si muta il filtro attraverso cui elaboriamo ciò che leggiamo, sarà, come dice Carmen Covito, che un buon libro è quello che regge al test della rilettura.

Le ore, Michael Cunningham
Comprato in edizione economica sulla scia del film omonimo, che mi ha entuasiasmato moltissimo sia a livello di trama, che di regia, fotografia, recitazione ecc. (generalmente sono molto meno attento a tutti questi dettagli cinematografici ma questo film mi ha molto colpito in positivo, come a suo tempo Gosford Park)
Giudizio capitolo per capitolo: il prologo è forte, quasi cinematografico, mentre il primo capitolo è lento e un po’ noioso; il secondo capitolo scorre benissimo e mostra un verosimile spaccato della giornata e della mente della Woolf; appena iniziato il capitolo tre, rende bene il sentimento angoscioso della signora Brown, il suo essere divisa tra il suo ritmo di vita e le aspettative.
Per ora nell’ipotetico confronto vince il film, vedremo come va a finire. Resta comunque il fatto che senza il libro non ci sarebbe stata nessuna pellicola, quindi tanto di cappello al signor Cunningham.

Ho la sensazione che ci vorrebbe un quarto libro, quindi lo pesco tra quelli finiti di recente:

Nove saggi danteschi, Jorge Luis Borges
Forse non il libro migliore di Borges, sicuramente una analisi di Dante e della Commedia che si discosta da quella tradizionalmente scolastica (sia nel senso della scolastica che della scuola italiana); interessante lo scoprire l’origine nega-dantesca de L’Aleph. Consigliato a chi a scuola ha odiato Dante e vorrebbe capire perché è considerato così grande.

“Ma l’idea è la stessa, l’idea che siamo fatti per l’arte, che siamo fatti per la memoria, la poesia o forse per l’oblio. Ma qualcosa resta e questo qualcosa è la storia o la poesia, che non sono essenzialmente diverse.”

–JL Borges, “Nove saggi danteschi”

Jeremiah 6,16

“Stand at the crossroads and look;
ask for the ancient paths,
ask where the good way is,
and walk in it,
and you will find rest for your souls”

«Non scrivo per una scelta minoranza, che per me non significa nulla, e nemmeno per quell’adulata entità platonica conosciuta come “Le Masse”. Entrambe astrazioni, così care al demagogo, in cui non credo. Scrivo per me e per i miei amici, e scrivo per alleviare il passaggio del tempo.»
– Jorge Luis borges

Dannen le

A ú-erin le regi

Rang ail le iestannen

Lû ail le tegin na hen.

Gwannach o innen ului

Ú lû erui, ului.

You have fallen.
And I cannot reach you.
Ever step I willed you on,
Every moment I lead you to this.
You never left my mind,
Not once, not ever.

Stamattina ho rilasciato un libro di Verga al “Lalmanacco”, un negozio di cose fatte con la carta che è anche una Crossing Zone ufficiale. Ci ero passato verso Natale per comprare un regalo (un segnalibro in legno dipinto ad acquerello, bellissimissimo) e avevo preso anche qualche libro per la release di Natale.

Passato poi in posta, preso dei fumetti, e tornando indietro mi sono lasciato tentare dall’Unico Anello copiadelfilmautorizzataNewLinecinemaByAcaciaGiuseppe e me lo sono comprato… costava poco, era lì e l’ho preso… sono perduto?

La Vecchia Reggio riapre, più in piccolo e con nuovi proprietari, ma dritto di fronte a un negozio di dischi molto buono… se poi rimane aperta anche la domenica come con la gestione precedente, sarebbe proprio un bellissimo regalo per il nuovo anno!

Dice la Bibbia, e l’Alitalia conferma, “Beato l’uomo perché non conosce la sua ora”.
– Enzo Biagi, “Strettamente personale”

Ho riesumato un piccolo esperimento di scrittura creativa, una storia argentina nata per caso durante una discussione online con Ruggero, una sorta di round robin in tempo reale.

Continua la lettura delle lettere di don Milani e dello “Strettamente personale” di Biagi sul Corriere di qualche decennio fa.

“Se dicessi che credo in Dio direi troppo poco perché gli voglio bene. E capirai che voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza!”
(…)
“Ti ho fatto questa lunga citazione e lungo discorso perché se è possibile tu metta un dito su questo aspetto profondo e imprevisto del confessionismo scolastico: i suoi più accaniti difensori sono i cattolici di più vacillante fede.”
(…)
“Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani molto più che la Chiesa e che il Papa? E che se un rischio corro per l’anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto d’amare troppo?
E chi non farà scuola così non farà mai vera scuola e è inutile che disquisisca tra scuola confessionale e non confessionale, è inutile che si preoccupi di riempire la sua scuola di immaginette sacre e di discorsi edificanti, perché la gente non crede a chi non ama; e è inutile che tenti di allontanare dalla scuola i professori atei perché anche loro non sono creduti dai ragazzi se non li adorano.”

– Dalla lettera del 10.11.1959 di don Lorenzo Milani a Giorgio Pecorini

Ho finito di leggere un libro di Enzo Biagi, “Una signora così così”, intervista-biografia ad una immaginaria attrice, Maria Berti, che confessa le sue passioni ed una visione del mondo piccola, ‘così così’, come la narratrice.
Per noi moderni sarebbe forse impossibile innamorarci di Maria come Gian Marco… ma che senso ha spezzare l’illusione?

La mia libreria preferita sta chiudendo. Per venti e passa anni hanno mantenuto una conduzione famigliare, amichevole, calda e gentile. Hanno riempito il loro locale di libri sino a strabordare, hanno strizzato un’occhio sia alla stampa più commerciale che alle edizioni alternative ed indipendenti, hanno sempre saputo dosare in giusta misura lo spazio per la cultura e per il divertimento semplice.
Purtroppo questo tipo di conduzione non permette più loro di guadagnare abbastanza per mantenere lo stesso livello, per continuare a dirigere la libreria così come vogliono loro. E così la Vecchia Reggio chiude. Un pezzo di storia se ne va, a favore del supermercato del libro a fronte.

Oggi ho fatto incetta di libri. Più di quanto avrei dovuto seriamente spendere, ma glielo dovevo. Mi hanno riavvicinato all’acquisto del libro, io che prendevo solo a prestito dalle biblioteche. Mi hanno dato splendidi momenti di domeniche mattine con gli amici a spulciare ogni scaffale nella ricerca di nuovi volumi e nello riscoprire dei vecchi.

Cosa si può dire in occasioni del genere? So long, and thanks for all the books…

Sinfest. Da leggere a ogni costo.

«(…)Però, quando sono rimasto un po’ solo, disteso sul terreno duro, a vedervi giocare, comincio a provare il desiderio di essere distinto dagli altri; di essere sollecitato, chiamato da una persona che venga a trovar me, che si senta attratta da me, che non possa stare lontana da me, ma venga da me che siedo sulla sedia dorata, (…) E ritirandoci in una alcova, oppur soli su un terrazzo, chiacchieriamo insieme.
«Ora la marea si abbassa. Ora gli alberi ridiscendono a terra; le onde vivaci che mi percuotono le costole ondulano più dolcemente, e il mio cuore è all’ancora come un vascello le cui vele scivolano giù lentamente sul candido ponte.»

– Virginia Woolf, “Le onde”

I see you

That much remained of him, at least. The memories, the words, and the great wisdom of the man.
She wiped the wetness from her cheeks and smiled. He was in there now, in her head, until she, too, was dust or ashes.
What do you see, Anna?
As she climbed the narrow slope that led out of the valley, she answered him, her voice clear in the desert’s stillness.
“I see the endless desert, and before me the desert moon, rising in the last light of the dusk. And I see you there, everywhere I look. I see you there.”

– Miller/Wingrove, “The book of Ti’ana”