“Se dicessi che credo in Dio direi troppo poco perché gli voglio bene. E capirai che voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza!”
(…)
“Ti ho fatto questa lunga citazione e lungo discorso perché se è possibile tu metta un dito su questo aspetto profondo e imprevisto del confessionismo scolastico: i suoi più accaniti difensori sono i cattolici di più vacillante fede.”
(…)
“Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani molto più che la Chiesa e che il Papa? E che se un rischio corro per l’anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto d’amare troppo?
E chi non farà scuola così non farà mai vera scuola e è inutile che disquisisca tra scuola confessionale e non confessionale, è inutile che si preoccupi di riempire la sua scuola di immaginette sacre e di discorsi edificanti, perché la gente non crede a chi non ama; e è inutile che tenti di allontanare dalla scuola i professori atei perché anche loro non sono creduti dai ragazzi se non li adorano.”

– Dalla lettera del 10.11.1959 di don Lorenzo Milani a Giorgio Pecorini

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