Magazzino del negozio 'Music Store'

Loreena McKennitt a Firenze

E venerdì si andò in quel di Firenze a sentire la rossa canadese tornare in concerto dopo 9 anni di assenza dalle scene…

Poco da dire che non sia stato già detto altrove. Si vede che Loreena ama suonare, soprattutto suonare in compagnia di amici e compagni musicisti, e si vede anche che quelli in tour con lei sono suonatori di tutto rispetto (Hugh Marsh e Brian Hughes in primis: la roba che facevano durante gli assoli…).
Devo dire che, visibilmente, lei partecipava molto di più nelle canzoni ritmate e ballabili che in quelle più lente; in questo si nota molto il fatto che lei è principalmente lì per fare musica prima e spettacolo poi, ma un pochino di espressività in più non avrebbe guastato; immagino però che, purtroppo, abbiamo perso molto della sua interazione col pubblico per il
fatto che lei non sa l’italiano e buona parte della platea non sapeva nemmeno abbastanza inglese per capire le due cose che ha detto.
La platea stessa era un po’ freddina durante le canzoni, almeno dal mio lato, e non si è sciolta nemmeno durante Marco Polo o Santiago. Solo in un paio di momenti, verso la fine, c’è stato chi ha provato a tenere il tempo con le mani, ma la maggioranza del pubblico non c’era e si sentiva; d’altronde, il pubblico abituale dei teatri raramente è abituato a concerti in cui la collaborazione è non solo accettabile ma anche solo ammissibile. Le ci vorrebbe la possibilità di fare un bel concerto in una arena o altro spazio all’aperto dove la gente si può tranquillamente mettere a ballare mentre la band suona… sicuramente verrà meno la purezza del suono e compagnia ma, se vuoi solo quella e non il rapporto con l’artista, allora ti ascolti solo i CD e amen.

(Soliti anatemi a quelli che si scambiavano commenti come se fossero in piazza e ai flash, che non ci sarebbe nemmeno bisogno di non chiederli, visto che rompono l’atmosfera che i musicisti si sforzano tanto di creare e, soprattutto, rompono i coglioni in una maniera che non vi potete manco immaginare se non siete mai stati su un palco ad esibirvi di fronte a della
gente. Non ci sono scuse: la foto col flash non è un male minore da sopportare, ma volgare mancanza di rispetto; se vuoi fare la foto a tutti i costi investi in una macchina decente che scatta a 800 o 1600 ISO.)

Musicalmente, devo dire che quasi tutti i nuovi arrangiamenti mi sono piaciuti, a parte un paio di canzoni più lente in cui la batteria (ottimo acquisto, tra parentesi) era forse un po’ più pesante del necessario. Il secondo set è sembrato un po’corto, anche includendo i bis, ma mi sto consolando con tutte le altre canzoni del DVD dell’Alhambra (meraviglioso).
Si diceva anche con Giacomo che la nostra dovrebbe fare un contro-tour per i fan di vecchia data, dove riproporre tutti quei brani che nei concerti appaiono poco per un motivo o per l’altro, tipo Standing stones, Ancient pines, Annachie Gordon, The stolen child, o quelli un po’ meno da tour tradizionale come God rest ye merry, gentlemen.
Immagino che resterà un sogno nel cassetto, ma si può sempre sperare…

Dopo il concerto, quando è apparsa (visibilmente stanca) per firmare un po’ di autografi, sono riuscito a regalarle un tappino che le ho preparato a tempo di record.
Dalla faccia che ha fatto, direi che le è piaciuto. :)
Loreena and harp

Cosa fare del tuo vecchio PC o console: music edition

Alcuni riciclano i PC e li trasformano in server casalinghi, atti a fare da firewall, smaltire la posta, tenere su qualche sito. Altri li cannibalizzano per pezzi da rivendere su eBay. Altri li portano direttamente alla discarica^W^Wall’isola ecologica.

Altri ancora ci fanno una chitarra elettrica e una tastiera elettronica.

Soolaimon

Come she come say
Ride on the night
Sun becomes day
Day shall provide

Soo, soolaimon
Soolai, soolai, soolaimon
Soo, soolaimon
Soolai, soolai, soolaimon
Soo, soolaimon
Soolai, soolai, soolaimon

God of my want, want, want
Lord of my need, need, need
Leading me on, on, on
Lord of my night, night, night
Seek for my way, way, way
Taking me home

She callin’
Bring me home my name
On the wings of a flea
Wind in the plains
Dance once for me

– Neil Diamond, 1970

Special?

Un’ora scarsa all’una di notte e appena 4 canzoni di Caroline, con le inquadrature più impietose che abbia mai visto (a.k.a. “come riuscire a imbruttire una persona bellissima”). Cosa ci sarebbe di special? A me pare il solit servizio raffazzonato della odierna Rai.

Alleluja, Alleluja

No, non mi riferisco al Natale che si avvicina, ma al fatto che con ben un mese e mezzo di ritardo sulla promessa iniziale (diretta televisiva) la Rai si è finalmente degnata di trasmettere lo special sul Capodanno Celtico da lei registrato, incluso il famigerato concerto di Caroline Lavelle.

Come riporta la nota:

Nella notte di sabato 18 dicembre 2004, a partire dalle ore 00.30 circa, su RAIDUE sarà trasmesso uno speciale dedicato al Capodanno Celtico - Samonios di Milano, il prestigioso festival svoltosi dal 29 ottobre al 1° novembre 2004 nella splendida cornice del Castello Sforzesco.
Maggiori dettagli

Domattina si va a comprare videocassette…

Andata e ritorno

A stanchezza smaltita e cervello vagamente all’opera tenterò ora di fare un resoconto, con un minimo di senso, degli ultimi giorni. Dove partire? Direi da dove ci eravamo lasciati: il concerto.
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And I’m in love with being in love

Domani è il gran giorno in cui una ottima cantautrice e violoncellista (suvvia, se seguite queste pagine da un po’ sapete di chi parlo e se non lo sapete il link vi può aiutare) avrà finalmente la possibilità di mostrare la sua arte agli italiani.
Ahimè, il contesto non è proprio ideale: persino la sagra della castagna si adattava meglio al suo tipo di musica che il Capodanno celtico, dove in teoria il sound ricercato è -manco a dirlo- celtico, mentre Caroline (azz, l’ho detto) spazia senza problema dal tradizionale all’elettronico ma il celtic vero e proprio lo sfiora appena appena di striscio.

Il sottoscritto -in viaggio con vari libretti dei cd da far firmare, ovviamente non tutti miei (ir.sub.)- si dovrà fare anche una tiratona unica in automobile da solo, non avendo trovato alcun ospite per la notte, e chi sa quanto amo guidare potrà immaginare quanto ciò mi indisponga, e quanto avrò rotto le scatole a chiunque abbia avuto la sfortuna di capitare sulla mia strada.
Purtroppo la coincidenza di ponte e Lucca Comics non ha giovato: tutte le mie conoscenze milanesi si sono, giustamente, defilate dalla città esattamente in questi giorni.

In altre tangenti, Lady Blonde e altre cose scritte hanno avuto un temporaneo rallentamento (non arresto: mettete giù i fucili) per via di un mio momentaneo ritorno di fiamma verso l’altra mia passione, il disegno. Il responsabile di tutto questo non è difficile da rintracciare seguendo le mie tracce telematiche, quindi potete inoltrare direttamente a lui ogni lamentela.

But the best love has no time; no forwards, backwards but only now. It’s strong arms hold you when you walk and if you fall you’re always caught.

Well I stepped into an avalanche

Ha già detto tutto lui

(e un po’ anche loro)

Concerti e quant’altro

Parrebbe confermato: Caroline Lavelle aprirà la serata il 30 ottobre prossimo al Capodanno Celtico a Milano; l’evento sarà trasmesso in televisione da Rai Due.

A Traversetolo, più precisamente alla Fondazione Magnani Rocca, è stata invece messa in scena lo lauda “Francesco” di Angelo Branduardi. Premesso che non sono un gran fan della tecnica italiana di inframezzare balletti cantati con scene recitate (un musical, o rock opera se vogliamo, è altra cosa) è stato però molto bello vedere messe in scena le canzoni di “L’infinitamente piccolo”; la scelta di recuperare la tradizione del teatro sacro di strada mostra la voglia costante di Branduardi di portare il nuovo attingendo all’antico, tanto da iniziare lo spettacolo con le parole da lui stesso usate all’inizio della sua carriera: “Io sono il trovatore, sempre vado per terre e paesi; ora sono giunto a questo. Lasciate che prima di partirne io canti.”

Il giorno dell’acquisto del biglietto mi sono inoltre lasciato tentare (a metà prezzo! comprami, comprami!) da “El greco” di Vangelis, splendida suite musicale dedicata al pittore di origine ellenica divenuto famoso in Spagna col soprannome della sua nazionalità. I dieci movimenti spaziano tra varie influenze, da quelle elettronico-Mystiane delle prime tracce a quelle più spagnoleggianti e operistiche delle successive. Il pittore greco in una eco del musico greco.

Un’estate al mare, per sempre

Forse il titolo è banale, citando la sua canzone più famosa e forse commerciale, quella che da due giorni si sente ripetutamente in radio e tramite la quale è commemorata da chi prima l’aveva disprezzata e ostacolata.

Però sceglierne un’altra sarebbe stato ipocrita da parte mia: nonostante le sue collaborazioni con Battiato e le sue scelte sperimentali, è principalmente con questa canzone che la conosco, e con questa canzone tanti in futuro si avvicineranno alla sua splendida voce.

Ciao, Giuni.

Che cossé l’amor

Che cos’è l’amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all’ombra
del lampione san soucì

che cos’è l’amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell’arco di San Rocco
ma s’appoggi pure volentieri
fino all’alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma

che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta
un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì

(cut)

Che cos’è l’amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san soucì

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey!

(Vinicio Capossela, “Che cossé l’amor”, Camera a Sud, 1994)

Video to radio

Parli tanto di musica d’autore, di gruppi indipendenti, delle sonorità, della tecnica, del suono organico e dell’importanza dei testi. Parli tanto di come eviti la roba commerciale, dei gruppi creati solo per vendere, dei bimbetti carini che non sanno nemmeno cosa voglia dire musica.

Poi un giorno trovi la sigla di un vecchio cartone animato e ti ritrovi ad ascoltarla a ripetizione.

La danza della distruzione

Il primo EP di Cat Martino è una esplosione di archi, violini e violoncello accompagnati da chitarre pungenti e ruggenti. La voce di Cat si fa strada potente e affascinante nella musica, in un mix di elettronico e organico che rende di ogni canzone un piccolo gioiello.
Aspettiamo il seguito.

Musical displacement

Le mie due copie di A distant bell sono uscite dai magazzini di CD Baby il 9 luglio (10 giorni per rifornire lo stock, notevole). Fortuna che c’è il player online dell’album per ingannare l’attesa. (Già che siamo in tema, c’è pure quello dei Kings of convenience, courtesy of Bubbo; quante lettere minatorie mi prenoto dicendo che, però, questi due acusticandi non riescono a prendermi del tutto?)
Il dilemma è “ora che me ne faccio della copia che avevo comprato per il bidonaro?”

Tornando a noi, cd in ritardo e sortita a Roma annullata, provo il tutto per tutto e cerco di interessare un amico senese alla tappa di Monteriggioni. Sorpresa sorpresa, la proloco di Monteriggioni non sa nulla del suddetto concerto e, alle varie persone che come me han chiamato per informazoni, han detto che probabilmente c’è un errore.
Errore che evidentemente non è stato fatto notare ai Chieftains, visto che nella loro scaletta ufficiale di viaggio Monteriggioni compare eccome, insieme ad annessa prenotazione in albergo quattro stelle.

Ciliegina sulla torta, una ricerca su Google di “chieftains” e “16 luglio” ha portato al seguente risultato: “ore 21.30, Castello di Donnafugata, Ragusa”.
Dalla Toscana alla Sicilia senza accorgersene, un displacement mica da ridere.

Chieftains update

Finalmente qualche informazione online sul concerto romano…
Laghetto di Villa Ada, apertura ore 20, inizio concerto ore 22, prezzo € 12.

Epperò la sfiga ha colpito ancora. Stay tuned per la nuova puntata della telenovela…